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21 sep 2009

Di libri sul comò

"Aveva gli occhi gonfi e le si vedeva tutto il bianco intorno all'iride,e il piccolo cervello nero di capelli si stava sciogliendo.
Era un medico,mi ha detto,una genetista.
Veniva dall'anno 2556.Era tornata indietro nel tempo per farsi ingravidare da un maschio tipico di questo periodo storico.Per poter conservare e studiare un campione di materiale genetico.Il campione sarebbe servito a curare un'epidemia.Nel 2556.Il viaggio non era stato facile,né economico.Un loro viaggio nel tempo equivaleva a uno dei nostri viaggi nello spazio,ha detto.Era una scommessa,un rischio,e se lei non fosse tornata portando nel ventre un feto intatto,tutte le missioni successive sarebbero state annullate.
Qui,ora,con indosso il mio costume del 1734,piegato in due dalle fitte del mio intestino occluso,non riesco a scacciare dalla testa questa cosa del "maschio tipico".
"Se sono rinchiusa qui dentro è perchè ho raccontato la verità su di me"dice.
"Tu eri l'unico maschio da riproduzione a portata di mano".
Ah,ecco,le dico,ora sì che mi sento meglio.Ora sì che tutto quadra.
Voleva solo dirmi che stanotte l'avrebbero ritrasportata al 2556.Era l'ultima volta che ci vedevamo,e voleva dirmi quanto mi era riconoscente.
"Ti sono profondamente riconoscente" ha detto."E ti amo,sul serio."
E lì nel corridoio,nella luce forte del sole che cominciava a sorgere fuori dalle finestre,io le ho sfilato un pennarello nero dal taschino del camice.
E ho cominciato a tracciare la sua sagoma,la sagoma dell'ombra di Paige che si proiettava contro il muro per l'ultima volta.
E Paige Marshall ha detto: "perchè lo fai?"
Così è nata l'arte."

25 aoû 2009

2 !

Questa nicchia virtuale ha oggi due anni e,davvero,non trovo nulla di significativamente uguale ad allora.
Tutto cambia e l'erba del vicino è sempre più verde e non è tutto oro quel che luccica e si stava meglio quando si stava peggio e a caval donato non si guarda in bocca.

09 aoû 2009

Se suonassi qualcosa...

Sono all'uscita della stazione e aspetto P.
P. è il tale che deve farmi vedere la casa,perchè le numerose coincidenze di quest anno,in tutto e per tutto ciclico rispetto allo scorso,vogliono che io sia (fossi) di nuovo alla ricerca.
Fin da subito l'imperativo è stato uno: appartamento misto.
Comunque,aspettavo P. fuori dalla stazione,già figurandomi la sequela di case che avrei dovuto vedere prima di prendere una decisione e,quindi,dando per scontato che quella di P. non sarebbe stata quella giusta,essendo la prima della lista.
Leggermente in ritardo arriva sulla sua Panda nera e la prima cosa che mi viene da pensare mentre salgo e allaccio le cinture è che da un sacco di tempo non salivo su una Panda,di quelle vecchie,formulo il pensiero ad alta voce.
Tempo pochi minuti e nel voler alzare il finestrino scopro che non cè la manovella,il tutto è automatizzato e qui ci scappa una risatina che doveva significare qualcosa tipo "si vabè,la macchina sarà anche un catorcio ma ha le sue potenzialità".
Dicono che i primi tre minuti che passi con una persona siano determinanti per l'idea che ti farai,bene,in quei minuti che ci separavano dall'appartamento ho fatto in tempo a sapere che P. ambisce a diventare un musicista,frequenta il conservatorio e al contempo studia economia,che a lui economia piace ma vuole diventare un musicista.
Pura Stima Istantanea.
Arriviamo a casa,aperta la porta mi trovo davanti la quintessenza della nerditudine,ovvero uno studente di informatica,insieme alla ragazza con cui dovrei dividere la stanza.
Ci accomodiamo tutti nel salotto,che conserva ancora un involontario tocco vintage trasudante dalle sedie in pelle e legno ma soprattutto da un telefono di quelli che per comporre il numero devi far girare il cerchio di plastica fino al numero prescelto,il tutto foderato da una stoffa bordeaux,apparte questi particolari il resto della casa è relativamente recente.
Il nerd indossa un paio di occhiali da vista (ovvio),ha pochi capelli e anche quei pochi che ha sono spettinati,praticamente è contro ogni tentazione,il che per me è fonte di sollievo ma neanche troppo visti i miei gusti particolari.
Suona anche lui,il basso, e da quanto mi è dato di capire la maggior parte del suo tempo si svolge davanti ad un pc.
Beviamo acqua finchè iniziamo a parlare delle questioni più burocratiche,per poi passare agli aspetti più "umani",rigurdanti le abitudini degli inquilini e le loro vite riassunte a grandi linee.
In questo lasso di tempo noto che la ragazza è l'unica a non suscitarmi nessun sentimento,antipatia o simpatia,soggezione o superiorità,parla poco,probabilmente perchè mi stanno già dicendo tutto gli altri due.
Loro continuano a parlare di affitto,caparra,preavviso,spesa divisa,divano letto per ospiti,suonare con le cuffie per non fare rumore,garage,conservatorio,lezioni,concerti,vicini tranquilli,supermercati,tabacchi,farmacia...con un orecchio ascolto,con l'altra parte della testa inizio a fare i primi bilanci e mi sorprendo a ritenere possibile il fatto di accettare al primo colpo, cioè alla prima casa.
Poi arriva la frase che mi tira giù dall'alto dei miei pensieri: "Tu suoni qualcosa?"
"No,purtroppo,mi sarebbe piaciuto imparare a suonare il piano però...non ho mai iniziato"
"Ma prego! Se vuoi ce nè uno di là".
Fu così che l'ago della bilancia schizzò verso il SI,mi sono congedata pochi minuti dopo,per andare a vedere l'appartamento successivo,quel giorno avevo in lista due case.
Nel breve tragitto che mi separava tra le due abitazioni avevo la sensazione di aver già preso una decisione,eppure volevo lasciarmi il beneficio del dubbio e comunque mi ero presa un appuntamento,non potevo dare buca.
Credo di aver ascoltato ben poco di quello che mi ha detto la tizia di casa number two e il fatto che quel giorno fosse vestita con una canottiera leopardata non mi ha certo impressionata positivamente,per non parlare del fatto che studia psicologia.
Libera anche dalla piccola formalità di casa number two,ho subito ripreso il treno per tornare a casa e,come faccio sempre nei viaggi in treno o macchina,ho pensato.
I pensieri migliori della mia vita li ho fatti in treno o in macchina,decisioni importanti,musica ascoltata,porcate,litigi,ripassi dell'ultimo minuto prima di un esame,insomma tutte cose importanti.
Allora ho fatto la mia schematica lista mentale di pro e contro:possibilità di abusare di nascosto o ufficialmente del piano del mio coinquilino,possibilità di schiavizzare il nerd per i miei problemi informatici,assenza di studenti di psicologia,presenza di coinquilino automunito,pulizia superiore alla media riscontrata nelle altre case.
Al di là di queste motivazioni che possono sembrare opportuniste (e lo sono),mi sono arrivate tutta una serie di energie positive emanate dai tre,in questo hanno avuto grande peso la disponibilità e la semplicità che ho respirato.
Da settembre si ricomincia,come sempre,perchè l'anno inizia a settembre.

17 juil 2009

Non è scarsa memoria

Ci sono dinamiche che mi colpiscono.
Il motivo per cui non riesco e non sono mai riuscita a dare importanza alle cose belle,alle conquiste.
Muoio su cumuli di cazzate e sconfitte,perdo tempo dietro pensieri inutili,rivolti a situazioni che non mi hanno fatto stare bene e intanto lascio in disparte le conquiste,anche quelle più piccole,che meritano davvero di essere considerate.
Sono proprio una stronza a volte ad ignorare certe cose.
Perdo tempo,investo e perdo,non investo e non perdo,addirittura ci guadagno e allora penso che forse ho sbagliato tutto io,che sarebbe molto più semplice accomodarsi tra le braccia di qualcuno o qualcosa che è sempre stata lì,pronta per me.
Forse è arrivato il momento, devo smetterla di seguire,perchè a forza di stare dietro a qualcuno è ovvio che vai avanti ma lo fai solo per inerzia,in realtà da sola non ce la faresti,saresti persa.
Se invece stai davanti e apri la fila,indipendentemente da chi sta dietro di te tu continui ad andare avanti davvero,per la tua strada.
Quando apri la fila sai quando è il caso di soffermarsi su qualcosa, è giusto tentare,rischiare per raggiungere un obiettivo e questo è vero ma non è giusto fare fatica.
Quando segui qualcuno invece,non ti importa della fatica,vuoi solo essere guidata e fintanto che sei guidata ti senti sicura,non importa poi cosa decide di fare chi sta davanti a te,se ti calpesta o se ti porta in braccio è indifferente,basta che ci sia e che decida lui o lei.
Obama aveva le braccia aperte il giorno in cui mi fermò nell'atrio per avere un'informazione,
lui è una dinamica che non mi so spiegare,il motivo per cui un uomo di mezza età,di colore (per questo gli ho dato il nome Obama) si sia interessato a me,a quello che faccio,da dove vengo.
Il motivo per cui l'abbia fatto senza secondi fini,ora ne sono certa.
Lo incontro tutti i giorni praticamente,sempre per caso,sempre nel contesto dell'università.
Può essere la mensa,l'aula studio,la strada e,sempre,lui mi saluta chiamandomi per nome,non l'ha mai dimenticato.
Poi,di solito,mi fa qualche domanda di rito,senza mai essere invadente e infatti io rispondo volentieri,brevi incontri che durano lo scambio di qualche parola o di qualche impressione.
Ogni volta mi chiedo perchè io,perchè vedo quel sorriso bianchissimo e quel misto di fraternità e paternità tutte le volte che mi vede,quasi fosse veramente lieto.
Perchè non lo fa anche con le persone che stanno con me,che tipo di fiducia o di simpatia devo avergli ispirato?
Cosa lo spinge ad interessarsi,anche solo vagamente,ad una perfetta sconosciuta?



Perchè non ricordo il suo nome?



Obama è un esempio perfetto e il lettore che è arrivato fin qui può capire.

20 fév 2009

(pas de sujets)

Tu mi fai sempre venire voglia di vendermi come carne al macello,al primo offerente.

29 déc 2008

Rivelazioni casuali

E così l'ho detto,ho detto:"Bè comunque un domani non voglio fare la farmacista!".
Forte e chiaro ma soprattutto convinto.
Ai parenti? No.
Ad un'amica? No.
L' ho detto ad un incontro casuale di ieri pomeriggio,una compagna del liceo che non vedevo proprio da due anni e con la quale oltretutto non ho mai legato.
Così,parlando,ci chiediamo le cose standard che si chiedono agli ex compagni di cui hai perso contatti e si scopre che anche lei studia qualcosa di simile e quando le dico così,che non voglio fare la farmacista,lei mi segue e mi capisce,dice che anche lei non aspira a questo.
Sono sicura che il motivo per cui siamo giunte a questa conclusione,nel bel mezzo della nostra carriera universitaria,è lo stesso e suona più o meno così: perchè devo studiare qualcosa che mi piace e al tempo stesso mi sfianca,per una durata di cinque anni, se poi devo finire dietro ad un bancone a vendere Tampax?
Non che i farmacisti facciano solo questo ok,ma comunque il concetto è simile,mi sentirei di "mortificare" tutto quello che sto imparando.
Quando avevo iniziato non avevo un'idea precisa di cosa avrei fatto dopo la laurea,anche se tutto intorno a me sembrava urlare "Farmacia-camice bianco-targhetta-orari-vacanze-stipendio fisso",per me la cosa importante era solo lavorare per ciò che stavo studiando,quindi implicitamente accettavo la mia sorte più probabile: lavorare in una farmacia.
Ora implicitamente non accetto un bel cazzo e mi rendo conto che non mi basterebbe,come ho già detto,mi sembrerebbe di sminuire il mio impegno e il mio interesse.
Allora ecco che io,convinta di avere la strada spianata sotto i piedi,ora mi sento come arrivata ad un bivio e nessuno lo sa,tranne me,Francesca e chi passerà di qui.

22 déc 2008

Funny stuff

Va bè,Fat Boy Slim è una garanzia.


13 déc 2008

(pas de sujets)



08 déc 2008

Very,Very Random


Nel frattempo io sogno denti che cadono (http://guide.supereva.it/sogni/interventi/2005/12/235449.shtml) e scopro con delusione che trattasi di sogno comunemente diffuso.
Invece non capisco come mai non riesco a "coprire" il link con una parola,è che non ho molta voglia di sbattermicisi,quindi se qualcuno volesse farlo al posto mio tante grazie.
Last but not least,alcuni bloggers dovrebbero aggiornare che cè bisogno.
Passo e chiudo il mio breve e conciso post mentre torno all'interpretazione dei sogni.

 

 

19 oct 2008

Quello che il libro delle faccine può fare

Tipo che sul libro delle faccine ho lasciato quella solita frase standard,che inevitabilmente attira l'attenzione di qualcuno anche se sotto sotto non volevi ma forse anche sì,altrimenti non l'avresti fatto e insomma alla domanda: perchè sei triste? (ovviamente questa è una versione depurata,senza tutti quei ghirigori che sono le faccine tristi,i "picci picci" etc.)bè dicevo a questa domanda ho riflettuto un po',giusto una manciata di secondi et voilà la risposta mi è piovuta dal cielo con una chiarezza che più di così non si poteva.
E la risposta fu: penso troppo ad un passato felice e ad un futuro incerto,gran brutto mix.


Questa è la mia massima per quanto riguarda la giornata di oggi.

Tra l'altro volevo dire che il facebook è un gran bel mezzo per farsi i cazzi altrui consensualmente.

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