Sono all'uscita della stazione e aspetto P.
P. è il tale che deve farmi vedere la casa,perchè le numerose coincidenze di quest anno,in tutto e per tutto ciclico rispetto allo scorso,vogliono che io sia (fossi) di nuovo alla ricerca.
Fin da subito l'imperativo è stato uno: appartamento misto.
Comunque,aspettavo P. fuori dalla stazione,già figurandomi la sequela di case che avrei dovuto vedere prima di prendere una decisione e,quindi,dando per scontato che quella di P. non sarebbe stata quella giusta,essendo la prima della lista.
Leggermente in ritardo arriva sulla sua Panda nera e la prima cosa che mi viene da pensare mentre salgo e allaccio le cinture è che da un sacco di tempo non salivo su una Panda,di quelle vecchie,formulo il pensiero ad alta voce.
Tempo pochi minuti e nel voler alzare il finestrino scopro che non cè la manovella,il tutto è automatizzato e qui ci scappa una risatina che doveva significare qualcosa tipo "si vabè,la macchina sarà anche un catorcio ma ha le sue potenzialità".
Dicono che i primi tre minuti che passi con una persona siano determinanti per l'idea che ti farai,bene,in quei minuti che ci separavano dall'appartamento ho fatto in tempo a sapere che P. ambisce a diventare un musicista,frequenta il conservatorio e al contempo studia economia,che a lui economia piace ma vuole diventare un musicista.
Pura Stima Istantanea.
Arriviamo a casa,aperta la porta mi trovo davanti la quintessenza della nerditudine,ovvero uno studente di informatica,insieme alla ragazza con cui dovrei dividere la stanza.
Ci accomodiamo tutti nel salotto,che conserva ancora un involontario tocco vintage trasudante dalle sedie in pelle e legno ma soprattutto da un telefono di quelli che per comporre il numero devi far girare il cerchio di plastica fino al numero prescelto,il tutto foderato da una stoffa bordeaux,apparte questi particolari il resto della casa è relativamente recente.
Il nerd indossa un paio di occhiali da vista (ovvio),ha pochi capelli e anche quei pochi che ha sono spettinati,praticamente è contro ogni tentazione,il che per me è fonte di sollievo ma neanche troppo visti i miei gusti particolari.
Suona anche lui,il basso, e da quanto mi è dato di capire la maggior parte del suo tempo si svolge davanti ad un pc.
Beviamo acqua finchè iniziamo a parlare delle questioni più burocratiche,per poi passare agli aspetti più "umani",rigurdanti le abitudini degli inquilini e le loro vite riassunte a grandi linee.
In questo lasso di tempo noto che la ragazza è l'unica a non suscitarmi nessun sentimento,antipatia o simpatia,soggezione o superiorità,parla poco,probabilmente perchè mi stanno già dicendo tutto gli altri due.
Loro continuano a parlare di affitto,caparra,preavviso,spesa divisa,divano letto per ospiti,suonare con le cuffie per non fare rumore,garage,conservatorio,lezioni,conc
erti,vicini tranquilli,supermercati,tabacchi,farmaci
a...con un orecchio ascolto,con l'altra parte della testa inizio a fare i primi bilanci e mi sorprendo a ritenere possibile il fatto di accettare al primo colpo, cioè alla prima casa.
Poi arriva la frase che mi tira giù dall'alto dei miei pensieri: "Tu suoni qualcosa?"
"No,purtroppo,mi sarebbe piaciuto imparare a suonare il piano però...non ho mai iniziato"
"Ma prego! Se vuoi ce nè uno di là".
Fu così che l'ago della bilancia schizzò verso il SI,mi sono congedata pochi minuti dopo,per andare a vedere l'appartamento successivo,quel giorno avevo in lista due case.
Nel breve tragitto che mi separava tra le due abitazioni avevo la sensazione di aver già preso una decisione,eppure volevo lasciarmi il beneficio del dubbio e comunque mi ero presa un appuntamento,non potevo dare buca.
Credo di aver ascoltato ben poco di quello che mi ha detto la tizia di casa number two e il fatto che quel giorno fosse vestita con una canottiera leopardata non mi ha certo impressionata positivamente,per non parlare del fatto che studia psicologia.
Libera anche dalla piccola formalità di casa number two,ho subito ripreso il treno per tornare a casa e,come faccio sempre nei viaggi in treno o macchina,ho pensato.
I pensieri migliori della mia vita li ho fatti in treno o in macchina,decisioni importanti,musica ascoltata,porcate,litigi,ripassi dell'ultimo minuto prima di un esame,insomma tutte cose importanti.
Allora ho fatto la mia schematica lista mentale di pro e contro:possibilità di abusare di nascosto o ufficialmente del piano del mio coinquilino,possibilità di schiavizzare il nerd per i miei problemi informatici,assenza di studenti di psicologia,presenza di coinquilino automunito,pulizia superiore alla media riscontrata nelle altre case.
Al di là di queste motivazioni che possono sembrare opportuniste (e lo sono),mi sono arrivate tutta una serie di energie positive emanate dai tre,in questo hanno avuto grande peso la disponibilità e la semplicità che ho respirato.
Da settembre si ricomincia,come sempre,perchè l'anno inizia a settembre.