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21 sep 2009

Di libri sul comò

"Aveva gli occhi gonfi e le si vedeva tutto il bianco intorno all'iride,e il piccolo cervello nero di capelli si stava sciogliendo.
Era un medico,mi ha detto,una genetista.
Veniva dall'anno 2556.Era tornata indietro nel tempo per farsi ingravidare da un maschio tipico di questo periodo storico.Per poter conservare e studiare un campione di materiale genetico.Il campione sarebbe servito a curare un'epidemia.Nel 2556.Il viaggio non era stato facile,né economico.Un loro viaggio nel tempo equivaleva a uno dei nostri viaggi nello spazio,ha detto.Era una scommessa,un rischio,e se lei non fosse tornata portando nel ventre un feto intatto,tutte le missioni successive sarebbero state annullate.
Qui,ora,con indosso il mio costume del 1734,piegato in due dalle fitte del mio intestino occluso,non riesco a scacciare dalla testa questa cosa del "maschio tipico".
"Se sono rinchiusa qui dentro è perchè ho raccontato la verità su di me"dice.
"Tu eri l'unico maschio da riproduzione a portata di mano".
Ah,ecco,le dico,ora sì che mi sento meglio.Ora sì che tutto quadra.
Voleva solo dirmi che stanotte l'avrebbero ritrasportata al 2556.Era l'ultima volta che ci vedevamo,e voleva dirmi quanto mi era riconoscente.
"Ti sono profondamente riconoscente" ha detto."E ti amo,sul serio."
E lì nel corridoio,nella luce forte del sole che cominciava a sorgere fuori dalle finestre,io le ho sfilato un pennarello nero dal taschino del camice.
E ho cominciato a tracciare la sua sagoma,la sagoma dell'ombra di Paige che si proiettava contro il muro per l'ultima volta.
E Paige Marshall ha detto: "perchè lo fai?"
Così è nata l'arte."

25 aoû 2009

2 !

Questa nicchia virtuale ha oggi due anni e,davvero,non trovo nulla di significativamente uguale ad allora.
Tutto cambia e l'erba del vicino è sempre più verde e non è tutto oro quel che luccica e si stava meglio quando si stava peggio e a caval donato non si guarda in bocca.

09 aoû 2009

Se suonassi qualcosa...

Sono all'uscita della stazione e aspetto P.
P. è il tale che deve farmi vedere la casa,perchè le numerose coincidenze di quest anno,in tutto e per tutto ciclico rispetto allo scorso,vogliono che io sia (fossi) di nuovo alla ricerca.
Fin da subito l'imperativo è stato uno: appartamento misto.
Comunque,aspettavo P. fuori dalla stazione,già figurandomi la sequela di case che avrei dovuto vedere prima di prendere una decisione e,quindi,dando per scontato che quella di P. non sarebbe stata quella giusta,essendo la prima della lista.
Leggermente in ritardo arriva sulla sua Panda nera e la prima cosa che mi viene da pensare mentre salgo e allaccio le cinture è che da un sacco di tempo non salivo su una Panda,di quelle vecchie,formulo il pensiero ad alta voce.
Tempo pochi minuti e nel voler alzare il finestrino scopro che non cè la manovella,il tutto è automatizzato e qui ci scappa una risatina che doveva significare qualcosa tipo "si vabè,la macchina sarà anche un catorcio ma ha le sue potenzialità".
Dicono che i primi tre minuti che passi con una persona siano determinanti per l'idea che ti farai,bene,in quei minuti che ci separavano dall'appartamento ho fatto in tempo a sapere che P. ambisce a diventare un musicista,frequenta il conservatorio e al contempo studia economia,che a lui economia piace ma vuole diventare un musicista.
Pura Stima Istantanea.
Arriviamo a casa,aperta la porta mi trovo davanti la quintessenza della nerditudine,ovvero uno studente di informatica,insieme alla ragazza con cui dovrei dividere la stanza.
Ci accomodiamo tutti nel salotto,che conserva ancora un involontario tocco vintage trasudante dalle sedie in pelle e legno ma soprattutto da un telefono di quelli che per comporre il numero devi far girare il cerchio di plastica fino al numero prescelto,il tutto foderato da una stoffa bordeaux,apparte questi particolari il resto della casa è relativamente recente.
Il nerd indossa un paio di occhiali da vista (ovvio),ha pochi capelli e anche quei pochi che ha sono spettinati,praticamente è contro ogni tentazione,il che per me è fonte di sollievo ma neanche troppo visti i miei gusti particolari.
Suona anche lui,il basso, e da quanto mi è dato di capire la maggior parte del suo tempo si svolge davanti ad un pc.
Beviamo acqua finchè iniziamo a parlare delle questioni più burocratiche,per poi passare agli aspetti più "umani",rigurdanti le abitudini degli inquilini e le loro vite riassunte a grandi linee.
In questo lasso di tempo noto che la ragazza è l'unica a non suscitarmi nessun sentimento,antipatia o simpatia,soggezione o superiorità,parla poco,probabilmente perchè mi stanno già dicendo tutto gli altri due.
Loro continuano a parlare di affitto,caparra,preavviso,spesa divisa,divano letto per ospiti,suonare con le cuffie per non fare rumore,garage,conservatorio,lezioni,concerti,vicini tranquilli,supermercati,tabacchi,farmacia...con un orecchio ascolto,con l'altra parte della testa inizio a fare i primi bilanci e mi sorprendo a ritenere possibile il fatto di accettare al primo colpo, cioè alla prima casa.
Poi arriva la frase che mi tira giù dall'alto dei miei pensieri: "Tu suoni qualcosa?"
"No,purtroppo,mi sarebbe piaciuto imparare a suonare il piano però...non ho mai iniziato"
"Ma prego! Se vuoi ce nè uno di là".
Fu così che l'ago della bilancia schizzò verso il SI,mi sono congedata pochi minuti dopo,per andare a vedere l'appartamento successivo,quel giorno avevo in lista due case.
Nel breve tragitto che mi separava tra le due abitazioni avevo la sensazione di aver già preso una decisione,eppure volevo lasciarmi il beneficio del dubbio e comunque mi ero presa un appuntamento,non potevo dare buca.
Credo di aver ascoltato ben poco di quello che mi ha detto la tizia di casa number two e il fatto che quel giorno fosse vestita con una canottiera leopardata non mi ha certo impressionata positivamente,per non parlare del fatto che studia psicologia.
Libera anche dalla piccola formalità di casa number two,ho subito ripreso il treno per tornare a casa e,come faccio sempre nei viaggi in treno o macchina,ho pensato.
I pensieri migliori della mia vita li ho fatti in treno o in macchina,decisioni importanti,musica ascoltata,porcate,litigi,ripassi dell'ultimo minuto prima di un esame,insomma tutte cose importanti.
Allora ho fatto la mia schematica lista mentale di pro e contro:possibilità di abusare di nascosto o ufficialmente del piano del mio coinquilino,possibilità di schiavizzare il nerd per i miei problemi informatici,assenza di studenti di psicologia,presenza di coinquilino automunito,pulizia superiore alla media riscontrata nelle altre case.
Al di là di queste motivazioni che possono sembrare opportuniste (e lo sono),mi sono arrivate tutta una serie di energie positive emanate dai tre,in questo hanno avuto grande peso la disponibilità e la semplicità che ho respirato.
Da settembre si ricomincia,come sempre,perchè l'anno inizia a settembre.

17 juil 2009

Non è scarsa memoria

Ci sono dinamiche che mi colpiscono.
Il motivo per cui non riesco e non sono mai riuscita a dare importanza alle cose belle,alle conquiste.
Muoio su cumuli di cazzate e sconfitte,perdo tempo dietro pensieri inutili,rivolti a situazioni che non mi hanno fatto stare bene e intanto lascio in disparte le conquiste,anche quelle più piccole,che meritano davvero di essere considerate.
Sono proprio una stronza a volte ad ignorare certe cose.
Perdo tempo,investo e perdo,non investo e non perdo,addirittura ci guadagno e allora penso che forse ho sbagliato tutto io,che sarebbe molto più semplice accomodarsi tra le braccia di qualcuno o qualcosa che è sempre stata lì,pronta per me.
Forse è arrivato il momento, devo smetterla di seguire,perchè a forza di stare dietro a qualcuno è ovvio che vai avanti ma lo fai solo per inerzia,in realtà da sola non ce la faresti,saresti persa.
Se invece stai davanti e apri la fila,indipendentemente da chi sta dietro di te tu continui ad andare avanti davvero,per la tua strada.
Quando apri la fila sai quando è il caso di soffermarsi su qualcosa, è giusto tentare,rischiare per raggiungere un obiettivo e questo è vero ma non è giusto fare fatica.
Quando segui qualcuno invece,non ti importa della fatica,vuoi solo essere guidata e fintanto che sei guidata ti senti sicura,non importa poi cosa decide di fare chi sta davanti a te,se ti calpesta o se ti porta in braccio è indifferente,basta che ci sia e che decida lui o lei.
Obama aveva le braccia aperte il giorno in cui mi fermò nell'atrio per avere un'informazione,
lui è una dinamica che non mi so spiegare,il motivo per cui un uomo di mezza età,di colore (per questo gli ho dato il nome Obama) si sia interessato a me,a quello che faccio,da dove vengo.
Il motivo per cui l'abbia fatto senza secondi fini,ora ne sono certa.
Lo incontro tutti i giorni praticamente,sempre per caso,sempre nel contesto dell'università.
Può essere la mensa,l'aula studio,la strada e,sempre,lui mi saluta chiamandomi per nome,non l'ha mai dimenticato.
Poi,di solito,mi fa qualche domanda di rito,senza mai essere invadente e infatti io rispondo volentieri,brevi incontri che durano lo scambio di qualche parola o di qualche impressione.
Ogni volta mi chiedo perchè io,perchè vedo quel sorriso bianchissimo e quel misto di fraternità e paternità tutte le volte che mi vede,quasi fosse veramente lieto.
Perchè non lo fa anche con le persone che stanno con me,che tipo di fiducia o di simpatia devo avergli ispirato?
Cosa lo spinge ad interessarsi,anche solo vagamente,ad una perfetta sconosciuta?



Perchè non ricordo il suo nome?



Obama è un esempio perfetto e il lettore che è arrivato fin qui può capire.

20 fév 2009

(pas de sujets)

Tu mi fai sempre venire voglia di vendermi come carne al macello,al primo offerente.

29 déc 2008

Rivelazioni casuali

E così l'ho detto,ho detto:"Bè comunque un domani non voglio fare la farmacista!".
Forte e chiaro ma soprattutto convinto.
Ai parenti? No.
Ad un'amica? No.
L' ho detto ad un incontro casuale di ieri pomeriggio,una compagna del liceo che non vedevo proprio da due anni e con la quale oltretutto non ho mai legato.
Così,parlando,ci chiediamo le cose standard che si chiedono agli ex compagni di cui hai perso contatti e si scopre che anche lei studia qualcosa di simile e quando le dico così,che non voglio fare la farmacista,lei mi segue e mi capisce,dice che anche lei non aspira a questo.
Sono sicura che il motivo per cui siamo giunte a questa conclusione,nel bel mezzo della nostra carriera universitaria,è lo stesso e suona più o meno così: perchè devo studiare qualcosa che mi piace e al tempo stesso mi sfianca,per una durata di cinque anni, se poi devo finire dietro ad un bancone a vendere Tampax?
Non che i farmacisti facciano solo questo ok,ma comunque il concetto è simile,mi sentirei di "mortificare" tutto quello che sto imparando.
Quando avevo iniziato non avevo un'idea precisa di cosa avrei fatto dopo la laurea,anche se tutto intorno a me sembrava urlare "Farmacia-camice bianco-targhetta-orari-vacanze-stipendio fisso",per me la cosa importante era solo lavorare per ciò che stavo studiando,quindi implicitamente accettavo la mia sorte più probabile: lavorare in una farmacia.
Ora implicitamente non accetto un bel cazzo e mi rendo conto che non mi basterebbe,come ho già detto,mi sembrerebbe di sminuire il mio impegno e il mio interesse.
Allora ecco che io,convinta di avere la strada spianata sotto i piedi,ora mi sento come arrivata ad un bivio e nessuno lo sa,tranne me,Francesca e chi passerà di qui.

22 déc 2008

Funny stuff

Va bè,Fat Boy Slim è una garanzia.


13 déc 2008

(pas de sujets)



08 déc 2008

Very,Very Random


Nel frattempo io sogno denti che cadono (http://guide.supereva.it/sogni/interventi/2005/12/235449.shtml) e scopro con delusione che trattasi di sogno comunemente diffuso.
Invece non capisco come mai non riesco a "coprire" il link con una parola,è che non ho molta voglia di sbattermicisi,quindi se qualcuno volesse farlo al posto mio tante grazie.
Last but not least,alcuni bloggers dovrebbero aggiornare che cè bisogno.
Passo e chiudo il mio breve e conciso post mentre torno all'interpretazione dei sogni.

 

 

19 oct 2008

Quello che il libro delle faccine può fare

Tipo che sul libro delle faccine ho lasciato quella solita frase standard,che inevitabilmente attira l'attenzione di qualcuno anche se sotto sotto non volevi ma forse anche sì,altrimenti non l'avresti fatto e insomma alla domanda: perchè sei triste? (ovviamente questa è una versione depurata,senza tutti quei ghirigori che sono le faccine tristi,i "picci picci" etc.)bè dicevo a questa domanda ho riflettuto un po',giusto una manciata di secondi et voilà la risposta mi è piovuta dal cielo con una chiarezza che più di così non si poteva.
E la risposta fu: penso troppo ad un passato felice e ad un futuro incerto,gran brutto mix.


Questa è la mia massima per quanto riguarda la giornata di oggi.

Tra l'altro volevo dire che il facebook è un gran bel mezzo per farsi i cazzi altrui consensualmente.

20 sep 2008

Chi cerca trova (?)

La mia ricerca ha portato sin ora a questi risultati:

CASA 1

Mi presento alle 10,30 come d'accordo e mi aprono la porta tre potenziali coinquiline (dovevano essere quattro ma una non c'era).
Le trovo in uno stato semivegetativo,una addirittura mi riceve in pigiama ed è evidentemente ancora nel mondo dei sogni,infatti non spiccica parola per quasi tutta la durata della visita.
Le altre due sono invece più sveglie,quanto basta per farmi vedere la casa,spaziosa si,ma nel complesso lo stabile è vecchio e la casa poco valorizzata,i bagni doppi si,ma piccoli e uno sguardo nel box doccia mi lascia intravedere che il pavimento è cosparso da numerosi flaconcini di ogni sorta,deduco che le ragazze non siano proprio l'ordine fatto a persona e ne ho conferma quando vedo il posacenere colmo di mozziconi di sigarette.
Scopro che due di loro sono lucane e una sicula (quella assente non so),ciò significa che stanno in pianta stabile a Padova e tornano a casa di rado,la qual cosa mi infastidisce per motivi un pò lunghi da spiegare.
Scopro inoltre che le studentesse frequentano le facoltà di psicologia,archeologia e beni culturali quindi mi viene da pensare che eventualmente lì dentro sarei l'unica a studiare (e soprattutto frequentare) per davvero.
Se a tutto questo aggiungiamo che il prezzo per l'affitto è tutt'altro che basso e la zona,pur essendo abbastanza vicina al centro, è comunque insulsa e distante dalla mia facoltà,direi che i motivi per metterci una pietra sopra all'istante c'erano tutti.
Solo alla fine dell'appuntamento mi viene in mente che è giovedì mattina,questo significa che la sera prima era mercoledì e come ogni mercoledì universitario gli studenti escono e fanno tardi,questo spiegherebbe l'atteggiamento come di chi è stato inavvertitamente svegliato ma sticazzi,sono state loro a volere l'appuntamento il mattino.

CASA 2

Cambiamo completamente genere,mi accoglie una studentessa classe '87 come me,scienze della comunicazione ma amen,sembra simpatica e spigliata.
Mi conduce fino all'appartamentino a 10 minuti a piedi effettivi dalle piazze princiali del centro storico (Piazza del Duomo e delle Erbe).
La ragazza occupa già la singola di questo grazioso appartamentino arredato a nuovo nel classico stile IKEA mentre la doppia andrebbe occupata da me e da un'altra persona X,peccato che quel giorno X fosse piuttosto XY,nel senso che si trattava di maschio,per la precisione una matricola al primo anno di statistica.
Preciso all'affittuaria che la camera con un maschio non sarei disposta a condividerla,appartamento si,mi va benissimo,ma camera no.
Il prezzo,per le caratteristiche della zona e dell'appartamento è onesto quindi in serata do la mia conferma (mi sembrava troppo bello aver già trovato al secondo tentativo)...*

CASA 3

Qui ho dovuto riflettere molto prima di arrivare ad una conclusione.
Appartamento vicinissimo alla facoltà e al "Madrid",ristrutturato, con dentro due coinquiline al quinto anno di medicina (finalmente) che cercano altre due persone per una doppia.
Durante la visita però viene fuori tutta una serie di "ma".
Per cominciare,quella che doveva essere la mia doppia è in realtà una singola con due letti(e qui mi sento leggermente offesa),per giunta con tetto a spiovente,di modo che io ci potrei benissimo soffocare.
Per continuare scopro che il bagno che io dovrei usare (perchè l'altro è incamerato nella doppia delle due future dottoresse,che è veramente una doppia) non è finestrato,il che sarebbe anche accettabile se non fosse che è adiacente alla cucina.
In tutto questo scopro che le due ragazze,da brave studentesse di medicina,non fumano e la casa non è dotata di terrazzino,è invece dotata di una quantità esagerata di legno (tra parquet e travi a vista)ma essendo sprovvista di aria condizionata è probabile che con i primi caldi si trasformi in una sauna.
In totale il prezzo per l'affitto non è basso ed essendo in mano ad un'agenzia bisogna anche versarci una cauzione.
Ergo:pietra sopra anche qui.


*mi hanno poi chiamato per dirmi che avevano preferito scegliere una coppia di amici per la doppia,in quanto non avevano trovato nessun'altro di spaiato con cui accoppiarmi

16 sep 2008

Miscion Impossibol

Oggi sono stanca,di una stanchezza positiva.
Quella stanchezza di una sveglia alle 7 del mattino (roba che mi son tornati in mente i tempi delle superiori),di un autobus stracolmo di studentelli e io,che sono praticamente claustrofobica,schiacciata come una sardina in mezzo a questi che parlano tutti nello stesso modo e vestono come parlano.
Quella stanchezza di un ora di treno intecity,di camminate tra vie e soprattutto vicoli di Padova,la città in cui a breve mi trasferirò,quella stessa città in cui studio.
Inutile dire che sono felicissima di questo,è una svolta che aspettavo da tempo,due anni per la precisione.
Due anni passati da studentessa pendolare,con tutti i suoi contro e nessun pro oserei dire,se non dal punto di vista prettamente economico.
Ma ora tutto questo sta per finire,niente più treno tutti i giorni,niente più rinunce allo spritz delle 18,30 perchè "oh no,perdo il treno",niente più bidone alle feste last minute perchè "oh cazzo,non ho portato il cambio per la notte" e tanto tanto altro.
Soprattutto mi sento pronta e grande abbastanza per chiudermi la porta di casa dietro le spalle e aprirne un altra,che mi porterà in un posto in cui ci sarò io,solo io,niente genitori,niente parenti e nemmeno amici,ho deciso di tentare l avventura con tutti i suoi rischi senza sicurezza alcuna.
Non conosco attualmente le persone con cui dividerò la casa,soprattutto la camera visto che probabilmente non sceglierò una stanza singola.
Ho declinato volontariamente tutte le proposte di chi conoscevo già,per esempio quando una mia ex compagna di classe mi ha lasciato il numero perchè a settembre si sarebbe liberato un posto a casa sua,bè,non l ho mai richiamata.
Sono stanca di avere troppe sicurezze,essere liberi in fondo significa vivere senza di esse,voglio rischiare,questa è una cosa completamente mia e non riguarda nessun altro e in secondo luogo non voglio trovarmi a litigare con conoscenti riguardo le solite cose della vita in convivenza,voglio essere libera di mandare tranquillamente tutti a fanculo se ce ne fosse bisogno,senza sentirmi in colpa se quella era un' amica o una conoscente.
In sintesi oggi ho racimolato nove numeri,nove case diverse,stasera dovrò chiamare e sento che probabilmente qualche occasione è già sfumata ma continuerò a cercare,solo prevedo che ci vorrà del tempo,se per scegliere un paio di scarpe o un lettore mp3 posso metterci settimane intere figuriamoci un appartamento.
Intanto per stringere il cerchio mi sono figurata tutte le caratteristiche che la mia futura abitazione non deve avere,quindi dico NO a:
coinquilini salutisti cagacazzo*,studenti di scienze politiche/motorie/dell'educazione et cetera**,animali domestici (ergo punkabbestia),coinquilini di sesso maschile dall aspetto gradevole***,gente molto sporca,gente che manifesta in maniera irritante la sua simpatia per movimenti o partiti che non mi piacciono,camera tripla,appartamento che non appartenga all'area del centro,della facoltà o della stazione.

Sono invece molto graditi i doppi servizi,la terrazza,un luminare della chimica e uno spacciatore.


*di quelli che fanno smorfie strane appena sfiori il tuo pacchetto di sigarette
**simpatici,per carità,però io devo studiare
***per il semplice fatto che non voglio distrazioni in casa,anche se dopo averlo scritto mi son resa conto che è molto relativo visto che ultimamente mi piacciono i cessi,se poi son stronzi meglio ancora.

13 sep 2008

(pas de sujets)

Non so bene come ma ho riesumato questo vecchio Luttazzi dalla memoria (e da U-Tube)


25 aoû 2008

Un' estate fa

Cioè,oggi il mio livejournal spegne una candelina.
Come stasera,era una calda serata estiva di fine Agosto,presi le mie buone ragioni per aprire un altro blog e puf,è nato lui.
Con questa fanno 14 entries,una media di 1,16 entries al mese (pochine,lo ammetto).
Ho scritto 96 commenti e ne ho ricevuti 82,stranamente,in genere preferisco ricevere.
Ho 9 lj-friends,due dei quali conosciuti di persona.
Adesso penso che dovrebbe arrivare il tipico momento del bilancio,quello in cui dici "si,sono contenta,wow,che ficata,sarà sempre così..."oppure "no,che merda,chiudo addio...".
Invece no,cioè ne l'una ne l'altra cosa ma solo quella via di mezzo che ti fa dire: questo blog mi ha portato a riflessioni importanti e a circostanze altrettanto istruttive.
Come sempre accade nella vita,però,queste cose le paghi,non ti piovono addosso gratuitamente.
Quando apri un blog è così,suppongo,diventi più accessibile e gli altri lo diventano per te,
con l'inconveniente che l'inesperienza e la facilità della cosa favoriscono comportamenti e sentimenti rapidi che altrettanto rapidamente si logorano.
Chiusa parentesi.
Gogonis ha un anno,lunga vita a lui(?).

18 aoû 2008

Da vedere tutto

11 mai 2008

(pas de sujets)

Questo blog supplicava immagini e musica , dunque...




05 mai 2008

Liceo Maffei,posto di amici...

...così recitava una canzone rockeggiante che due anni fa spopolava alla festa per il bicentenario del liceo in questione.
Non è per avere l'esclusiva ma io della cronaca nera riguardante la mia città sapevo già prima che iniziassero a parlarne i media,per il semplice fatto che X e Y sono state le uniche testimoni oculari del misfatto se si escludono le persone direttamente coinvolte.
Ed è così che giovedì mattina,1 Maggio,X mi scrive : Stanotte è successa una cosa terribile.
La cosa terribile ora la conosce un po' chiunque abbia guardato i tg in questi giorni.
Un gruppo di 5 giovani neonazisti aggredisce e uccide un ragazzo di 28-29 anni,il quale si trovava in compagnia di altre due persone.
Pare che tutto sia nato da una sigaretta negata e sia poi sfociato in una violenta rissa.
Ora i colpevoli sono stati trovati,dopo che il diciannovenne del gruppo (probabilmente il più giovane) si è costituito,visto che il cerchio attorno a lui si era ristretto grazie anche a simili precedenti: "La banda prendeva di mira gente di colore,cittadini del meridione ma anche persone vestite,secondo loro,non in maniera dignitosa" .
E va bè,fin qui niente di nuovo,neonazisti talvolta insospettabili,bravi liceali figli di papi,solo che questa volta cè anche un funerale.
Quello che mi ha fatto gelare un po' più il sangue, invece, è stato il commento a freddo di una mia compagna di corso,anche lei veronese e pendolare come me : "Si cioè ma anche sto qua...a 19 anni rovinarsi la vita così *,che poi queste cose in una città come Verona te le aspetti di più dagli EXTRACOMUNITARI".



*come a dire che la vita se l'è rovinata il nazi andando in gabbia e non il ragazzo che è deceduto stasera dopo il coma irreversibile.

22 avr 2008

(pas de sujets)

Io ho un ricordo dello scorso 25 Aprile.
Me ne stavo tranquilla,seduta sull'erba,nella mia magliettina a maniche corte a prendere il sole in quella che ho scoperto essere la seconda piazza più grande d'Europa,dopo la Piazza Rossa di Mosca.
Quest'anno gira diversamente,il mio guardaroba è sempre lì,tale e quale a come era in novembre per esempio.
Ora,se qualche altro scienziato terrorista se ne esce fuori con la solfa del surriscaldamento globale ecco io....io...

30 mar 2008

(pas de sujets)

 
Molte femmine dicono che ho delle belle tette.
Molte femmine.
Femmine.
Femmine.
Femmine.

27 mar 2008

Le + parola - ultima sillaba



A Parigi,tre notti fa si parlava così:

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A. La cosa che ti fa più paura
B. La morte
A. La tua paura per il futuro
B. Non avere una famiglia
A. La cosa più folle
B. Stare in macchina,coscientemente,affianco a una persona che guida triste e ubriaca mentre fuori piove,è successo più di una volta e se pensi alla mia prima risposta è proprio folle
A. Il sentimento più forte
B. L'amore?
A. La prima volta
A. Il viaggio più bello
B. Questo


[ imperdibile la scena al musèe d'Orsay,di fronte ad un'esposizione di specchi,mobili,letti in stile Art Nouveau spunta fuori il romanaccio che esordisce : "Ma che stammo all'Ikea?"]

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